Macroeconomia III
(a.a. 2008/2009)
Fabio C. Bagliano
Laurea specialistica in Economia (classe
64-S)
Programma e riferimenti bibliografici
Argomento. Il corso intende presentare alcuni temi centrali della moderna teoria macroeconomica, seguendo l'evoluzione della teoria delle fluttuazioni economiche (business cycle theory) dalla "sintesi neoclassica" alle più recenti teorie "new-Keynesian". Durante il corso verranno sviluppati non solo i concetti e le intuizioni di fondo ma anche alcune tecniche di formalizzazione e soluzione dei modelli ampiamente utilizzate in vari campi della macroeconomia.
Letture. Per ciascun argomento è indicato un insieme di articoli, prevalentemente tratti da riviste specializzate in lingua inglese, in cui si possono trovare le esposizioni originali e complete dei modelli trattati durante le lezioni.
Matematica. La trattazione formale dei modelli macroeconomici presentati durante il corso presuppone la familiarità con gli strumenti matematici e statistici appresi nel corso di laurea triennale. In particolare, verrà fatto ampio uso del calcolo differenziale e di tecniche di ottimizzazione statica libera e vincolata.
0. Letture introduttive e generali
Una veloce rassegna (a livello puramente introduttivo) dei principali sviluppi della macroeconomia dopo Keynes si trova in:
Recenti analisi critiche dell'evoluzione della macroeconomia (che presuppongono qualche conoscenza delle teorie che verranno sviluppate nel corso, ma a cui può essere utile dare una veloce lettura all'inizio per poi rivederle al termine del corso) sono:
Per un resoconto (non formalizzato) dell'evoluzione della teoria macroeconomica e della sua influenza sulle decisioni di politica economica negli USA dal 1950 ad oggi:
Pur non essendo una rassegna completa delle teorie, il paper di Krugman offre una valutazione dell'utilità degli schemi macroeconomici appresi nei corsi-base:
Per una approfondita descrizione delle proprietà "cicliche" delle principali serie macroeconomiche USA nel periodo 1947-1996 (i "fatti stilizzati" che una soddisfacente teoria del ciclo economico dovrebbe riuscire a spiegare) si può vedere:
Informazioni sulle modalità di determinazione della "cronologia" dei cicli economici negli USA sono disponibili sul sito del National Bureau of Economic Research (NBER)
Una valutazione dei cambiamenti nelle caratteristiche del ciclo economico nei principali paesi industrializzati durante gli ultimi 40 anni si trova in:
1. La "sintesi neoclassica"
Sviluppata compiutamente negli anni '50, costituì il paradigma di base per l'interpretazione del ciclo economico e di altri fenomeni macroeconomici fino al termine degli anni '60. Basata sulla versione del modello Keynesiano di determinazione del reddito sviluppata da Hicks (1937) e Modigliani (1944), con l'aggiunta di semplici ipotesi sulla dinamica nel tempo di salari e prezzi suggerite dall'analisi empirica di Phillips (1958), ha costituito un tentativo di integrazione fra l'analisi "classica" del lungo periodo e quella "keynesiana" del breve.
Per un ripasso delle nozioni di base può essere utile rivedere:
Riferimenti originali:
Sull'utilizzazione della curva di Phillips come "menù" di scelte di politica economica:
2. Tasso "naturale" di disoccupazione e curva di Phillips di lungo periodo
La prima fondamentale critica alle politiche economiche (in particolare monetarie)
basate su un trade-off permanente fra inflazione e disoccupazione, insieme
all'enunciazione dei concetti di "tasso naturale di disoccupazione" e
di "curva di Phillips di lungo periodo" si trovano nei lavori di fine
anni '60 di M. Friedman e E. Phelps. Una formalizzazione del modello di
Friedman è proposta negli appunti (1)
. I riferimenti originali sono:
3. Aspettative razionali e "Nuova
Macroeconomia Classica"
L'introduzione dell'ipotesi di formazione "razionale" delle
aspettative da parte degli agenti nei modelli macroeconomici del ciclo ha avuto
rilevanti implicazioni per la politica economica, accompagnando la nascita
della "new classical macroeconomics" negli anni '70 e '80.
Per una formalizzazione del concetto di
"aspettative razionali" e per un confronto con l'ipotesi di
aspettative "adattive" propria dei modelli macroeconomici precedenti
si vedano gli appunti (2, sezione 1)
, che utilizzano una versione nel discreto
del modello di "iperinflazione" di P. Cagan.
Il primo modello macroeconomico analizzato
che fa uso delle aspettative razionali, presentato anche negli appunti (2, sezione 2) è dovuto a R. Lucas e
costituisce anche un esempio dell'applicazione della cosiddetta "critica
di Lucas" ai modelli econom(etr)ici tradizionali:
Le implicazioni principali del modello in termini di teoria delle fluttuazioni cicliche e di ruolo delle politiche economiche di stabilizzazione sono estese dai modelli della "Nuova Macroeconomia Classica" analizzati negli appunti (2, sezione 3). Riferimenti principali:
Traccia di risposta agli
esercizi negli appunti 2 -
4. Rigidità nominali, aspettative razionali e politiche di stabilizzazione
Un ruolo per le politiche di stabilizzazione è compatibile con la formazione
razionale delle aspettative se si introducono rigidità nominali dovute, ad
esempio, alla contrattazione periodica dei salari, come dimostrato nei primi
modelli della "nuova macroeconomia keynesiana" analizzati negli appunti (3)
.
I riferimenti originali sono:
5. Applicazioni delle aspettative razionali: alcuni modelli macroeconomici dinamici
L'ipotesi di aspettative razionali ha avuto numerose applicazioni anche in
modelli con impostazione diversa da quella della nuova macroeconomia classica,
e particolarmente in modelli che cercano di spiegare le interazioni fra settore
reale e settore finanziario dell'economia. Negli appunti
(4)
sono analizzate due classiche
applicazioni di questo genere (un modello IS-LM dinamico esteso al mercato
azionario e il modello di "overshooting" del tasso di cambio di
Dornbusch):
6. La teoria dei cicli economici reali (real business cycles)
Evoluzione della nuova macroeconomia classica (di cui adotta la visione del ciclo come fenomeno di equilibrio), ma con uno spostamento di enfasi sui disturbi tecnologici come causa delle fluttuazioni aggregate:
7.
Il recente tentativo di rifondare su presupposti keynesiani (ma con
solidi fondamenti microeconomici) la teoria del ciclo economico comprende una
serie di modelli basati in varia misura su imperfezioni di mercato (concorrenza
imperfetta, rigidità reali e nominali) di diversa natura. Ci concentriamo qui
su alcuni modelli che analizzano il funzionamento dei mercati dei beni e del
lavoro, introducendo imperfezioni con importanti conseguenze macroeconomiche.
Si vedano, oltre agli appunti (5)
: