Progetto V.E.T.T.A.

Diario visite 2011
 

8 settembre - Rifugio Piana del Ponte
Rifugio Piana del PonteIl Rifugio Piana del Ponte è situato in Alta Val Sessera, nel Comune di Bioglio a 1.052 m s.l.m.. La struttura è punto di arrivo e tappa per lunghi trekking o percorsi in mountain-bike, è aperto dal 1 giugno al 30 settembre, tutti i week-end di ottobre e nel periodo natalizio.
È possibile raggiungere il Rifugio lasciando l’auto al Bocchetto Sessera percorrendo il sentiero F8 o la strada sterrata che passa attraverso un meravigliosa faggeta, oppure lasciando l’auto alla Casa del Pescatore e percorrendo il sentiero F10, che costeggia il torrente Sessera e in 35 minuti porta alla Piana del Ponte. Durante la stagione invernale il Rifugio è raggiungibile dal Bocchetto Sessera attraverso il percorso con le ciaspole.
A pochi minuti dalla Casa del Pescatore è possibile visitare il sito archeometallurgico di Rondolere, che costituisce la testimonianza di un ciclo produttivo protoindustriale. La struttura ricettiva offre il pernottamento tramite 24 posti letto e ristoro con piatti della tradizione locale.
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31 agosto - Rifugio Rivetti
Rifugio RivettiLa struttura è posta sul versante meridionale del Colle della Mologna Grande. Si accede da Piedicavallo per mulattiera e sentiero in circa 2,30 ore, oppure dalla frazione Niel di Gaby superando il colle della Mologna Grande in circa 3 ore.
Raggiungiamo la struttura dal sentiero di Piedicavallo, inizialmente su sentiero lastricato in mezzo al bosco, in breve si raggiungono Le Piane di Piedicavallo. Il sentiero non è mai eccessivamente ripido fino al vecchio Rifugio Olimpia, poco sopra a sinistra si stacca il sentiero per il colle della Mologna Piccola e del relativo alpeggio. Da qui il sentiero prosegue su un ripido dosso erboso, si intravede il Rifugio posto appena sotto il colle. Prosegue inerpicandosi verso l’Alpe Lavazey e termina con una diagonale quasi in piano fino al Rifugio.
Molte le iniziative del Rifugio Rivetti: la prima domenica di settembre si svolge la corsa in montagna non competitiva da Piedicavallo al Rifugio, tutti i mercoledì sera la cena degli sky-runner e tutte le domeniche il “pranzo del montagnino”.

30 agosto - Rifugio Coda
Rifugio CodaIl Rifugio è di proprietà del CAI di Biella, è situato nel Comune di Pollone presso il Colle di Carisey a 2.280 m., occupando una splendida posizione geografica, tra il biellese e la valle di Gressoney. Il Rifugio è un posto tappa del GTA e dell’Alta Via delle Alpi Biellesi.
Raggiungiamo il Rifugio da Oropa Sport tramite la funivia e poi con il sentiero GTA e C11 in due ore; all’arrivo della funivia procediamo verso Ovest passando sotto le pendici del Monte Mars, lungo il percorso sono presenti alcune corde fisse in prossimità dell’attacco della cresta Innominata (2.055 m). Con ripide serpentine si sale verso il colle Sella senza raggiungerlo e, lasciandolo sulla destra, in pochi minuti si raggiunge il Rifugio Coda.
Il Rifugio è aperto dal 10 luglio al 5 settembre; l’accoglienza è famigliare ed il gestore da oltre 21 anni si occupa della struttura.

25-26 agosto - Rifugio Bonasson
Rifugio BonassonSiamo partiti alle ore 9.00 da Santa Maria Maggiore, abbiamo raggiunto la località di Arvogno verso le ore 9.30 per giungere al Rifugio, la camminata è lunga: la cartellonistica indica ore 5,15.
Da Arvogno la strada asfaltata scende sul Melezzo Orientale a 1.209 m. Lo si valica e sulla destra parte la mulattiera che raggiunge il ponte sul Rio Verzasco. Si sale alle case di Verbasco fino alla radura dell'Alpe Villasco a 1.642 m, da dove si continua a sinistra nel rado bosco per l'Alpe i Motti a 1.815 m. Si sale su pietraie per raggiungere la Cappella di S. Pantaleone a 1.992 m. Si continua a sinistra del Passo di Fontanalba e si costeggia il Lago Panelatte a 2.057 m sulla destra, sotto le pendici del Pizzo del Corno ad Ovest fino alla Fórcola di Larecchio a 2.146 m. Il sentiero procede sul versante opposto sotto il fianco del Pizzo della Fórcola e del Pizzo di Campolatte fino al Passo di Campolatte a 2.134 m, dove si trova il Rifugio. Segue una lunga discesa che porta a valicare il torrente sul fondovalle, infine ci si innalza sul sentiero per circa mezz’ora tra i pascoli per arrivare al rifugio (ore 5,15).
Il Rifugio, non gestito, sito a a 1.925 m s.l.m, è stato inaugurato dalla Sezione del CAI Vigezzo nel 1979 ed attualmente dispone di 16 posti letto e di un piccolo locale invernale. L’energia elettrica per l’illuminazione dei locali è garantita da un pannello fotovoltaico da 250 Wp.

24 agosto - Rifugio CAI Saronno
Rifugio CAI SaronnoIl Rifugio CAI Saronno è situato in prossimità del Belvedere di Macugnaga, sotto l’imponente parete est del Monte Rosa a 1.827 m s.l.m.
Abbiamo raggiunto la struttura da Pecetto (frazione di Macugnaga), con seggiovia fino al Belvedere e di lì con 10 minuti di discesa a piedi fino alla sottostante conca verde dove si trova il Rifugio.
Per le sue caratteristiche, il Rifugio è particolarmente indicato a gruppi autogestiti, o ad associazioni che possono utilizzarlo come base per organizzare corsi di escursionismo (sono tante le escursioni fattibili dal rifugio: Pizzo Bianco, Punta Battisti, Punta Grober ...).
In alternativa alla seggiovia è possibile raggiungere il Rifugio a piedi, partendo dalla stazione a valle della seggiovia, si risale per una carrabile attraverso le piste da sci fino all’Alpe Burki, si prosegue fino all’altezza di una ripida pista da sci, svoltando sulla destra si entra in un bosco di conifere e si raggiunge la struttura.

4 agosto - Rifugio Città di Mortara - Grande Halte
Rifugio Città di MortaraOggi prendiamo la funivia che da Alagna Valsesia porta fino alle pendici del Rosa per per giungere in località Pianalunga. Da qui in 10 minuti di discesa su strada poderale giungiamo al rifugio Città di Mortara – Grande Halte.
La struttura è aperta continuativamente nel mese di agosto ed i week end di luglio e nel periodo invernale, in concomitanza con l’apertura degli impianti di risalita che servono il comprensorio del Monte Rosa ski, con quasi 300 km di piste fra la Valsesia, la Valle di Gressoney e la Val d’Ayas.
Uno dei punti di forza del rifugio è l’ottima cucina, che si basa molto su prodotti freschi di qualità e biologici con una vasta scelta di vini Piemontesi (e non solo) DOC, tanto che il rifugio è stato citato nella prestigiosa guida del Gambero Rosso.

3 agosto - Rifugio Abate Carestia
Rifugio Abate CarestiaPartiamo dal campeggio alle 7.30 accompagnati dal Signor Piero Rotta del CAI di Varallo; la meta è il Rifugio Abate Carestia in Valle Vogna.
Arriviamo al Rifugio verso le ore 10.30 dopo una camminata impegnativa di 2 ore dalla località di Sant’Antonio, che, a parte un breve tratto di semplice strada poderale, si sviluppa sempre con una pendenza sostenuta.
La struttura è recente, completamente ristrutturata nel 1992, con i muri a pietra a vista ed il tetto in “beule”. Inoltre, grazie al programma CAI Energia 2000, il rifugio è stato dotato di un impianto fotovoltaico costituito da 22 pannelli per un totale di 3 kW di potenza installata e 10 batterie stazionarie al piombo per il sistema di accumulo dell’energia.

2 agosto - Rifugio Pastore
Rifugio PastoreTerminata la visita al Rifugio Crespi-Calderini, sulla strada del rientro ci fermiamo per visitare il Rifugio Pastore. La struttura è gestita dalla società Rifugi Monte Rosa, che si occupa anche di due strutture storiche, la Capanna Gnifetti e la Capanna Regina Margherita, il rifugio più alto d’Europa.
Il Rifugio Pastore si compone di più corpi, quasi a divenire un villaggio diffuso: il corpo centrale è costituito dalla sala ristorazione con sottostante cucina; tutt’intorno vi sono le unità adibite a pernottamento (in totale 65 posti letto) ed i WC.
La struttura è ubicata in prossimità del Tour del Monte Rosa e della GTA ed è frequentata da due tipologie di ospite: l’escursionista che percorre uno dei due circuiti, in prevalenza di nazionalità tedesca e francese, e, vista la facilità d’accesso (circa 20 minuti dal posteggio raggiunto dal servizio navetta) dalle famiglie che salgono per gustare un tipico menù di montagna.

2 agosto - Rifugio Crespi
Rifugio CrespiQuesta settimana ci spostiamo di area e per la prima volta andiamo in Valsesia, dove abbiamo appuntamento con i Soci del CAI Varallo per visitare alcune strutture in alta valle.
Alle 9.00 ci incamminiamo verso il Rifugio Crespi-Calderini che si raggiunge in una quarantina di minuti di bel sentiero che, fino al Rifugio Pastore è una bella mulattiera.
Al Rifugio Crespi-Calderini si respira quello “spirito rifugio” tipico delle strutture di una volta. La struttura è ubicata a 1.836 metri presso l’alpeggio Bros dove una decina di baite sono perfettamente conservate ed in parte adibite alla transumanza estiva, con la presenza di mucche da latte e pecore.
Il rifugio dispone di 6 posti letto ed una trentina di coperti a cui se ne possono aggiungere altrettanti nel dehor esterno. La corrente elettrica è garantita da un gruppo elettrogeno a gasolio di 6 kW di potenza.

29 luglio - Rifugio Cà Bianca del Minatore
Rifugio Cà Bianca del MinatoreL’appuntamento è alle 8.30 presso il Comune di Pieve Vergonte, dove ad attenderci ci sono i rappresentanti del Comune, che gentilmente ci accompagnano con il fuoristrada presso la località di partenza del sentiero, in Val Toppa.
Molto bella la passeggiata fino al Rifugio, nel mezzo di meravigliosi boschi di castagno. Arriviamo presso l’alpe Fontano, dove è situato il Rifugio a quota 780 m s.l.m., verso le ore 9.30. Il Rifugio viene aperto il sabato e la domenica, ma anche in settimana non ci sono problemi ad effettuarne l’apertura su richiesta.
La Val Toppa, da tempo immemorabile, ha creato ricchezza con la scoperta e lo sfruttamento di giacimenti auriferi. A pochi metri dal Rifugio sono presenti le miniere, dove veniamo accompagnati a visitarle. L’apertura della struttura, nei fatti, è propedeutica proprio alla vista delle miniere. I giacimenti auriferi della Valle, di origine idrotermale, sono generalmente dei filoni di quarzo mineralizzato a solfuri, quali pirite, calcopirite, blenda, pirrotina, etc.
In alcuni tratti della pavimentazione della galleria, scavato in leggera pendenza al fine di permettere il regolare deflusso all’esterno di tutte le acque sorgive, si possono individuare le tracce delle traversine di sostegno dei binari sui quali venivano spinti a mano i carrelli di trasporto di tutto il materiale.

28 luglio - Rifugio Monte Vecchio
Rifugio Monte VecchioIl Team VETTA parte presto da Torino, la meta è il Rifugio Monte Vecchio, situato nel Comune di Cursolo Orasso, in Valle Cannobina, a 1.094 m s.l.m. che è gestito dall’Associazione Pro Monte Vecchio.
Raggiungiamo la struttura verso le ore 10.00 dopo una piacevole mezz’ora di camminata, percorrendo la mulattiera da Cursolo che si snoda in mezzo ad un bosco di castani e betulle.
Il Rifugio viene dato in autogestione e dispone di 30 posti letto, zona pranzo, cucina attrezzata, servizi igienici, una bellissima terrazza panoramica sulla Valle Cannobina.
L’acqua calda è fornita con boiler a legna, mentre la corrente elettrica con pannelli solari fotovoltaici.
Molto interessante il Circuito di Monte Vecchio, recentemente attrezzato a scopo didattico e naturalistico dal Comune di Cursolo – Orasso. L’alpeggio di Monte Vecchio è la meta del Circuito, lungo il percorso sono presenti giochi didattici, pannelli esplicativi e antichi manufatti restaurati.

27 luglio - Rifugio Savoia
Rifugio SavoiaLe previsioni sono state confermate: pioggia. Andiamo al Santuario di Oropa sperando che comunque la funivia apra e siamo fortunati: alle 8.30 prendiamo la prima corsa che in appena 7 minuti ci porta fino al lago del Mucrone, a quota 1.800 metri.
Qui è ubicato il Rifugio Savoia, 35 posti letto e un centinaio di coperti, che da quest’anno ha una nuova gestione. Il Savoia in principio era un vero e proprio albergo che ha conosciuto un periodo d’oro negli anni ’60. Oggi, dopo un periodo di crisi, la nuova gestione intende offrire un servizio più tipico della offerta turistica di alta quota, quale quella di un rifugio alpino, complica anche il fatto che la struttura si trova su un punto di passaggio della Gran traversata delle Alpi, percorso molto amato, soprattutto dai tedeschi.
Al rifugio è anche presente una vera e propria sala convegni, che la gestione vorrebbe utilizzare per organizzare eventi e manifestazioni.

27 luglio - Rifugio Rosazza
Rifugio RosazzaSiamo arrivati al Rifugio verso le ore 9.00, con le Funivie di Oropa. La struttura si trova poco sotto la stazione di arrivo della Funivia Lago a 1.830 m s.l.m., è raggiungibile a piedi lungo il sentiero D13, ad accoglierci il gestore Claudia Comello.
Il Rifugio è di proprietà del Santuario di Oropa, mentre la gestione appartiene alla Società Pietro Micca.
Il Rifugio è storico, costruito nel 1873, fu inaugurato nel 1896; nel 1955 fu incendiato, ma ripristinato subito dopo da Federico Rosazza.
Il gestore comunica che i turisti scelgono la struttura perché è un vero Rifugio, ma anche per l’accoglienza. Molti i tedeschi e gli svizzeri che frequentano la zona, impegnati nel GTA.

26 luglio - Rifugio Madonna delle Nevi
Rifugio Madonna delle NeviIl Rifugio è situato nell’Alta Valle Cervoed è adagiato sulla Sella di Rosazza a 1.480 m s.l.m..
Il Rifugio è situato lungo la Grande Traversata delle Alpi (GTA), che entra in Valle Cervo a Sud-Ovest della Cima Tressore, sul Colle della Colma, per uscirne dal Colle della Mologna Grande, vicino alla Punta dei Tre Vescovi.
Due gli itinerari che portano al Rifugio: da Rosazza (882 m – 1.480 m) e da Piedicavallo (1.037 m – 1.480 m).
All’andata abbiamo percorso il sentiero da Piedicavallo E40, GTA, parcheggiando ll’auto nel posteggio Ravere, mentre il ritorno è avvenuto da Rosazza su mulattiera e sentiero E30, E32, GTA.
Dal Rifugio si possono inoltre raggiungere i valichi della Gagliasca e della Vecchia, che mettono in comunicazione la Valle Cervo con la Valle di Gressoney.
Molto bella la struttura, gli ambienti interni sono utilizzati in modo ottimale: la cucina, piccola, si affaccia al locale di soggiorno, mentre al piano superiore sono ricavati i confortevoli posti letto. Inoltre è presente un’ampia veranda coperta che offre altri posti a sedere. Da segnalare, infine, i cavalli neri di Merens, di proprietà della stessa gestione che ogni anno li porta a pascolare allo stato brado sulla Sella.

21 luglio - Rifugio Mores
Rifugio MoresIl Rifugio appartiene alla Sottosezione “Fior di roccia” del C.A.I. Milano, è situato a 2.515 m s.l.m., su un promontorio dell’estremità Nord del Lago dei Sabbioni.
Attualmente il gestore è Andrea Morini, Accompagnatore di media Montagna, del collegio lombardo, da sempre legato alla montagna, vissuta in tutte le sue sfaccettature, dall’escursionismo all’alpinismo, passando per l’arrampicata e lo sci, fino a diventare gestore di un rifugio di alta quota: il Rifugio Cesare Mores, appunto.
Il sentiero che percorriamo inizia a Riale, presso la diga di Morasco, si costeggia il lago e poi risaliamo in fretta il ripido versante fino a giungere nell’alto vallone dei Sabbioni. Il panorama è meraviglioso, si possono ammirare le numerose vette di oltre 3.000 metri che circondano il Rifugio, come la Punta d’Arbola o il Blinnenhorn.
Il gestore, al primo anno di attività, ci intrattiene facendoci visitare la struttura ed illustrando le iniziative che vorrebbe attivare nei prossimi anni, in particolare per lo sviluppo della stagione primaverile del rifugio, base ideale per lo sci alpinismo.
Nel pomeriggio la discesa verso Valle con qualche bel fiocco di neve.

20 luglio - Rifugio Capanna Renata
Rifugio Capanna RenataLa visita al rifugio Capanna Renata apre la strada alle visite delle strutture posizionate lungo le cime delle Prealpi biellesi. Risalendo la Valle di Oropa si giunge in macchina al Santuario di Oropa, dove , a monte della Basilica Nuova, è ubicata la partenza della funivia che permette di superare il dislivello di 700 metri, senza percorrere il sentiero corrispondente al rientro Busancano, che porta agli edifici di Oropa Sport. Un volta arrivati all’arrivo della funivia, la giornata limpida però molto ventosa non permette l’utilizzo della cabinovia che, da Oropa lago, sale fino alla Rifugio Renata (2.391 m), in prossimità della cima del monte Camino. La salita lungo il sentiero che, per un tratto si sovrappone al tracciato della pista sciistica utilizzata nel periodo invernale, ha permesso di godere del panorama che si spazia dal monte Mars al Monte Mucrone per poi aprirsi su tutta la pianura piemontese, fino alle catene delle Alpi Cozie. Giunti al rifugio ad una quota di , abbiamo percorso il breve tratto che porta fino in vetta al Monte Camino, da dove si può godere la vista dei massicci del Bianco, del Rosa e del Cervino.
Il rifugio fa parte dei beni architettonici di proprietà del Santuario di Oropa, ed è gestito dalla Società biellese Pietro Micca. Da tre anni a questa parte la Capanna Reanta ha subito numerose migliorie ad opera della nuova gestione: a partire dal rifacimento della copertura, all’adeguamento dei servizi igienici con un sistema di raccolta e sfruttamento delle acque piovane, all’installazione di un impianto di tre pannelli fotovoltaici utilizzati per la produzione dell’acqua calda sanitaria.

15 luglio - Rifugio Al Cedo
Rifugio Al CedoCon l’auto raggiungiamo la località Patqueso a Malesco (1.108 m s.l.m.), una piccola piazzola ci permette di lasciare l’auto ed imboccare sul lato destro della carreggiata il sentiero per il Cedo. L’escursione avente una durata di circa due ore ci porta attraverso una antica mulattiera presso gli alpeggi della Val Basso, un tempo abitati tutto l’anno ed oggi tra gli ultimi ancora in uso.
Un sentiero scende al torrente Loana e attraversato il ponte si arriva all’alpe Crott, subito dopo si attraversa un altro ponte, si attraversa il torrente della Val di Basso e saliamo all’alpe Aglio. Si prosegue su mulattiera, si attraversano le baite dell’alpe Basso fino a giungere all’Alpe Erta, proseguiamo sul sentiero attraversando una bella faggeta, la salita diventa più impegnativa fino a raggiungere il rifugio Al Cedo posto nei prati dell’Alpe Cedo.
Il rifugio è di proprietà della Sezione del CAI Vigezzo, 22 i posti letto suddivisi un 2 camere, una da 16 e una da 6.
Ottimo il panorama dal Rifugio che si apre sulla Val Loana, alla nostra destra possiamo vedere il bivacco dell’Alpe Bondolo, in prossimità della Val Grande.
Il Rifugio è un ottimo punto di appoggio per escursioni sul Pizzo Ragno, il Pizzo Nona e partenza per la Val Grande.

15 luglio - Rifugio Regi-Forno Rifugio Regi-Forno
Il Rifugio Regi è ubicato all’Alpe Forno, a 1.880 metri ed è una struttura non custodita. Per accedere ai locali il tempo di percorrenza è di circa 3 ore, 1h circa di carrozzabile non aperta al traffico privato ed il rimanente su un sentiero a tratti impegnativo e contraddistinto, dopo un primo tratto in una bella faggeta, da una costante salita nel finale.
La struttura, dotata di circa 12 posti letto, presenta i canoni architettonici tipici: muri in pietra e tetto in pioda. È presente un impianto fotovoltaico ad isola costituito da un pannello di 150 W di picco di potenza installata che, grazie alla presenza di un accumulatore, contente l’illuminazione dei locali (a corrente continua 24 V).

Alle ore 8,00 partiamo da Santa Maria Maggiore, sempre accompagnati dal presidente del CAI Vigezzo, dal responsabile della commissione rifugi, e da un socio della Sezione. Oggi il Team VETTA si divide per visitare due strutture: il rifugio Al Cedo ed il Rifugio Regi Forno.

14 luglio - Rifugio Greppi
Rifugio GreppiSiamo partiti da Torino alle 6,30 per raggiungere il Rifugio Greppi in Val Vigezzo, di proprietà del Comune di Toceno e dato in comodato d’uso alla Sezione del CAI Vigezzo.
L’appuntamento è alle 9,00 con il Presidente e il responsabile della Commissione Rifugi a Santa Maria Maggiore. Giunti a Santa Maria Maggiore seguiamo le indicazioni per la cabinovia che si trova in località Prestinone, che porta alla Piana di Vigezzo in dieci minuti. Presso i pali degli impianti di risalita parte il nostro sentiero proprio dietro lo storico locale “Ratagin”; in un’ora di cammino arriviamo al Rifugio, situato nella zona dei laghetti di Moino con vista sulla valle dei Bagni di Craveggia, posto in prossimità del confine svizzero. Il primo laghetto è di origine glaciale, chiuso allo sbocco da un piccolo muretto per aumentarne la portata al fine dell’utilizzo agro-pastorizio, il secondo laghetto risulta caratterizzato nella parte centrale da vegetazione acquatica, più in quota, invece, è presente il terzo laghetto. Fra il primo ed il terzo laghetto è posto il Greppi a 1.915 m s.l.m., il rifugio di recente ristrutturazione ed ampliamento (i servizi), può ospitare al massimo 6 posti letto, è dotato di una stufa a gas e nel sottotetto è presente la zona notte. Il rifugio non è gestito, ma è possibile richiedere la chiavi alla sede del CAI

7 luglio - Rifugio Blitz
Rifugio BlitzOggi ci spostiamo dall’area geografica del lago Maggiore e di Mergozzo alla Valle Vigezzo, in sinistra orografica presso Craveggia.
La località è l’Alpe Blitz, dove è situato l’omonimo rifugio Blitz a 1.250 m s.l.m.
Il rifugio è facilmente raggiungibile posteggiando l’auto nel parcheggio presso l’alpe e percorrendo un breve e facile percorso su strada carrozzabile sterrata.
Veniamo accolti verso le ore 10 dalla signora Margherita che, con il marito Cesare gestiscono la struttura e ne sono i proprietari.
Il periodo di apertura è estivo (luglio – agosto – 15 settembre), mentre per il resto dell’anno viene aperto tutti i fine settimana, durante i ponti e le festività.
Molto bella e curata la struttura acquistata nel 1994, costituita esclusivamente in pietra locale per quanto concerne la muratura portante, il tetto è in piode e la soletta è in legno.
L’alpe è un ottimo punto panoramico verso la Valle, viene utilizzata anche come punto di ritrovo notturno per ammirare le stelle, soprattutto la notte di San Lorenzo.

8 luglio - Rifugio Brusa-Perona
Rifugio Brusa-Perona Mercoledì 6 luglio abbiamo visitato il rifugio Brusa Perona all’Alpe Cortevecchio, situato sulla via per il Monte Massone.
Siamo partiti da Fondotoce, dove abbiamo pernottato, alle ore 7,30; l’appuntamento è alle ore 8,30 ad Ornavasso con due responsabili del CAI Gravellona Toce. Veniamo gentilmente accompagnati presso la struttura in fuoristrada risalendo la strada dal Comune di Ornavasso.
Oltrepassati i bellissimi boschi di faggio, la vista spazia su un panorama meraviglioso abbracciando il Lago di Mergozzo, il Lago Maggiore e l’arco alpino delle Lepontine. Il percorso si svolge in prevalenza su strada consortile asfaltata, i tornanti sono molto stretti e la pendenza è elevata; a piedi sono necessarie tre ore. Per ridurre un po’ il tempo di percorrenza si può parcheggiare l’auto presso il santuario del Boden dove è presente un ampio parcheggio. La struttura è in una posizione tranquilla, ancora immersa nei boschi, durante la stagione invernale è una meta per lo scialpinismo.
Al rifugio sono disponibili ventidue i posti letto; l’illuminazione è garantita da pannelli fotovoltaici.

5 luglio - Rifugio Pian Cavallone
Rifugio Pian CavalloneMartedì 5 luglio alle ore 6,30 il Team di Ricercatori del Dipartimento di Scienze Merceologiche parte da Torino, presso la Facoltà di Economia, per effettuare le nuove visite ai rifugi della terza settimana.
La prima meta è il rifugio Pian Cavallone di proprietà del CAI Verbano.
Abbiamo raggiunto la struttura tramite il sentiero che parte da Miazzina, più precisamente dalla località Cappella Fina a 1.100 m s.l.m. verso le ore 10,30; ad attenderci i responsabili del CAI e il gestore.
Il rifugio è situato in località Pian Cavallone a 1.530 m s.l.m., posto su un declivio soleggiato, è uno dei più bei balconi con vista sul Lago Maggiore, sulle esclusive aree selvagge del Parco Nazionale della Val Grande, sulla catena del Monte Rosa e sulle Alpi Svizzere.
È possibile raggiungere il rifugio anche da Caprezzo, Intragna, Cicogna, Scareno e da Cossogno. Inoltre a pochi passi dal rifugio partono i sentieri per raggiungere il Monte Todano ed il Pizzo Marona. Estremamente interessante è il sistema di approvvigionamento idrico dove le conoscenze ingegneristiche di alcuni soci hanno permesso di predisporre un circuito completamente meccanico di trasferimento dell'acqua da valle a monte (attraverso un sistema di arieti) e di sua successiva clorazione.

30 giugno - Rifugio Alpe Colma
Rifugio Alpe ColmaLasciato il Campeggio La Pineta alle 6,30 presso Santa Maria Maggiore, ci spostiamo dalla Valle Vigezzo alla Valle Anzasca, presso il Comune di Calasca Castiglione per raggiungere il Rifugio Alpe La Colma situato a 1.570 m s.l.m.
Con il toponimo La Colma si individua una lunga dorsale che si allunga dal Pizzo Castello alla Croce del Cavallo, fungendo da spartiacque tra la Valle Anzasca e la Valle Antrona. La dorsale presenta due punti culminanti, rispettivamente alle quote di 1.599 m (presso il valico dell'alpe della Colma) e di 1.615 m (presso l'alpe Alloro).
Arrivati al Rifugio verso le 9 e 45, dopo due ore di camminata, abbiamo subito fruito dello stupendo panorama che si affaccia sulla testata della valle Antrona, con il borgo di Antronapiana, il Pizzo d'Andolla e il Weissmies. Verso mezzogiorno, si apre, invece, il solco del vallone di Bannio Anzino, separato dalla valle principale che sale a Macugnaga.
La vegetazione lungo il sentiero percorso dalla località di Olino è caratterizzata dal bosco di latifoglie (faggi, qualche castagno accompagnato da qualche betulla e qualche quercia), almeno fino all'alpe Prer; oltre quest'ultima, compaiono i primi abeti, che pian piano si infittiscono fino a costituire un fitto bosco in parte attraversato dal sentiero.
Il Rifugio Alpe la Colma era di proprietà delle Comunità montane delle Valli Anzasca e Antrona, ora della nuova Comunità Montana delle Valli dell’Ossola.

29 giugno - Rifugio Gattascosa
Oggi siamo in Alta Valle Bognanco, la Valle delle cento cascate, dopo aver pernottato presso il Campeggio La Pineta a Santa Maria Maggiore. Lasciata l’auto in località San Bernardo, nell’area a pochi metri dall’oratorioè da qui che ha inizio la piacevole camminata tramite un comodo e ben segnalato sentiero che si addentra in un fitto bosco.Rifugio Gattascosa
Terminata la percorrenza nel bosco, il sentiero risale fino al lago di Ragozza, ll’ambiente risulta caratterizzato in buona parte da rododendri e mirtilli. Oltrepassato il lago e l’ultimo tratto breve di sentiero raggiungiamo il Rifugio Gattascosa, localizzato a quota 1.993 m. s.l.m. nella splendida cornice Alpina sovrastante Bognanco. La struttura è di proprietà della Leponzia S.a.s., adibita a Rifugio nel 1994, e da settembre dello scorso anno lha cambiasto gestione.
La struttura propone piatti tipici della cucina montana, con formaggi, salumi, selvaggina e l’immancabile polenta.

28 giugno - Rifugio La Stria Rusa dal Blitz
Rifugio La Stria Rusa dal Blitz Partiamo da Torino sul presto, la meta è la splendida Val Vigezzo, più precisamente il Rifugio La Stria Rusa dal Blitz, situato nel Comune di Craveggia.
Arrivati in Valle seguiamo le indicazioni per la strada Vasca-Blitz, posteggiamo l’auto presso il piazzale e con una piacevole camminata di pochi minuti raggiungiamo la struttura verso le ore 10.
Il Rifugio di proprietà privata è ubicato all’Alpe Blitz a 1.280 m s.l.m.; da qui è stato possibile ammirare lo splendido paesaggio che rappresenta la Valle Vigezzo fino alla catena del Rosa. Grazie alla disponibilità dei gestori, veniamo a conoscenza delle molte iniziative sia del rifugio, ma anche della vallata. Curiosa la storia della Stria Rusa, ovvero la Strega Rossa, accaduta parecchi anni fa, tra le verdi Alpi della Valle Vigezzo….. .

23 giugno - Rifugio Nigritella
Rifugio NigritellaGiovedì 23 giugno, con la salita all’Alpe Cortino (1.491 m) è stato visitato il primo Rifugio della stagione estiva del 2011 nel Verbano Cusio Ossola da parte del Team di Ricerca del Dipartimento di Scienze Merceologiche.
Partiti verso le 6,30 da Torino per raggiungere la Valle Vigezzo dove si trova il Rifugio Nigritella, ed arrivati a Malesco verso le 9,30 incontriamo il gestore della struttura, il signor Melini Giordano, il quale ci accompagna presso il rifugio. Lungo la strada carrozzabile ammiriamo le splendide faggete e i muretti a secco che contornano la strada, fino a raggiungere i prati, le baite, le mandrie che costituiscono l’Alpe Cortino. Il Rifugio rimane aperto dal 1 luglio al 15 settembre, vige la tranquillità accompagnata dalla presenza del bestiame che risuona le campane in tutta l’Alpe.
Completata la visita e compilata la check-list tecnologica-gestionale, grazie all’ausilio del gestore, ci affacciamo sulla terrazza ammirando lo straordinario paesaggio vallivo.

 

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